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Una donna su tre si licenzia per dedicarsi alla famiglia (La Stampa, 3 febbraio 2012) – In Italia “tra le madri il 30% interrompe il lavoro per motivi familiari, contro il 3% dei padri”. E’ quanto ha affermato il capo dipartimento delle statistiche sociali ed ambientali dell’Istat, Linda Laura Sabbadini, in occasione degli stati generali sul lavoro delle donne, organizzato dal Cnel.
La tratta delle donne di Al-Qāʿida (La Stampa, 14 gennaio 2012) - Nelle mani di Al-Qāʿida ci sono attualmente cinque francesi, tre spagnoli, un olandese, uno svedese e la cooperante italiana Rossella Urru, rapita in Algeria il 23 ottobre. In Niger il sequestro è diventato un’industria con un suo tariffario. Al-Qāʿida compra gli ostaggi dai sequestratori: i più cari sono i francesi il popolo più odiato.
Le donne all’angolo (l’Unità, 18 gennaio 2012) - Secondo i dati Censis, annotati nel rapporto, il 53% delle donne che appaiono in tv non proferiscono parola, nel 43% dei casi sono associate ad argomenti che riguardano sesso, moda, bellezza, spettacolo, e solo nel 2% dei casi sono interpellate in merito al loro impegno sociale o professionale.
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Una donna boss di Cosa Nostra (Avvenire, 30 novembre 2011) - Gestiva un bar nella capitale, ma in realtà secondo gli inquirenti sarebbe stata al centro della cosca di Brancaccio. Nunzia Graviano, sorella dei più noti boss Filippo e Giuseppe è stata arrestata nella notte di martedì a Roma, dove gestisce un bar nel quartiere africano. Secondo gli investigatori a distanza di anni dall’arresto dei fratelli la donna avrebbe avuto un ruolo fondamentale nella gestione del mandamento di Brancaccio. Simbolo del suo potere, come hanno raccontato gli investigatori in conferenza stampa, è la partenza in fretta e furia il giorno della vigilia di Natale dell’anno scorso per Roma di uno degli arrestati di martedì notte, Giuseppe Arduino. Dalle intercettazioni emerge come l’uomo debba consegnare “almeno 10 mila euro” nella Capitale. Arduino parte in auto, si ferma sotto casa di Nunzia Graviano, le consegna generi alimentari e secondo la Procura anche del denaro e dopo 15 minuti si rimette in auto e rientra Palermo.
Rosa che si ribellò all’onore (l’Unità, 28 novembre 2011) - ”Volevano farmi uccidere da mio fratello perché, pensavano, siccome siamo riusciti a farlo dichiarare disabile, poi non verrà condannato… Lo decise mio padre ad una riunione insieme con altri parenti”. Non è un romanzo dark, è pura realtà. E’ la dichiarazione della pentita Rosa Ferraro, al processo “all Inside” contro i mammasantissima rosarnesi, la cosca Pesce.
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Le donne marocchine: “Ora veri diritti” (Avvenire, 24 novembre 2011) - In Marocco la nuova Costituzione approvata nel luglio scorso introduce il principio della parità fra uomo e donna. Adesso per le marocchine il voto politico del 25 novembre potrebbe diventare storico, ma preoccupa il fatto che gli islamisti di A’dala ua tanmia potrebbero ottenere la maggioranza dell’assemblea.
Pensioni, anticipo per le donne (Il Sole 24 Ore, 24 novembre 2011) - Di sicuro si sa solo che sarà un intervento «sistemico», capace di garantire un’ancor maggiore «equità attuariale» a un modello previdenziale che già oggi gode di una robusta stabilità finanziaria. Ma per capire quali saranno gli ingredienti della riforma Fornero-Monti bisognerà aspettare ancora qualche giorno. L’obiettivo è confezionare un pacchetto organico da approvare entro la fine dell’anno. Anche se alcuni interventi potrebbero essere anticipati con la manovra correttiva che il governo dovrebbe varare prima del Consiglio europeo del 9 dicembre (forse la prossima settimana). Si comincerebbe dall’anticipo al 2012 del meccanismo di aggancio all’aspettativa di vita e del percorso per elevare, magari in tempi più stretti, la soglia di vecchiaia delle donne del settore privato.
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L
e donne sacerdote sfidano papa Ratzinger (la Repubblica, 29 agosto 2011) – Cortei per la riforma della Chiesa annunciati ovunque Benedetto XVI verrà, e una messa officiata da due sacerdoti gay sposati con rito civile e sospesi a divinis a Berlino. Nella vicina Austria, un clamoroso manifesto firmato da oltre trecento religiosi per il sacerdozio alle donne e un profondo rinnovamento del cattolicesimo. Così, in un clima di crescente rivolta e protesta, la Germania e il mondo tedesco si preparano alla visita pastorale del Pontefice dal 22 al 25 settembre.
Amazzone o sposa bambina, essere donna in Libia (la Repubblica, 27 agosto 2011) – Rispetto al tempo della monarchia senussita, il lungo regime di Gheddafi ha fatto registrare un miglioramento nella condizione femminile. Nel delicato campo del diritto di famiglia ha elevato l’ età matrimoniale impedendo il fenomeno delle spose-bambine; imposto la registrazione delle nozze; condizionato il matrimonio poligamico al consenso della prima moglie; stabilito l’ intervento del giudice per convalidare il divorzio. Le donne possono votare, gestire i loro beni personali, avere accesso all’ istruzione, lavorare. Anche se sono indirizzate a fare le insegnanti o le infermiere. Professioni che il Colonnello, che pure ha ammesso donne nell’ esercito traendovi la sua guardia di “amazzoni”, definiva “consone”. Scelte che hanno fatto dire retoricamente a Gheddafi che le “donne sono trattare meglio Libia che in Occidente”. Come spesso accade nel mondo della Mezzaluna, però, le leggi fanno i conti con la tradizione.
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WOMAN’S JOURNAL ADERISCE ALL’APPELLO MAI PIU’ COMPLICI
Cinquantaquattro. L’Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall’inizio di questo 2012, le donne morte per mano di uomo. L’ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l’età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilità. E’ ora invece di dire basta e chiamare le cose con il loro nome, di registrare, riconoscere e misurarsi con l’orrore di bambine, ragazze, donne uccise nell’indifferenza. Queste violenze sono crimini, omicidi, anzi FEMMINICIDI. E’ tempo che i media cambino il segno dei racconti e restituiscano tutti interi i volti, le parole e le storie di queste donne e soprattutto la responsabilità di chi le uccide perché incapace di accettare la loro libertà. E ancora una volta come abbiamo già fatto un anno fa, il 13 febbraio, chiediamo agli uomini di camminare e mobilitarsi con noi, per cercare insieme forme e parole nuove capaci di porre fine a quest’orrore. Le ragazze sulla rete scrivono: con il sorriso di Vanessa viene meno un pezzo d’Italia. Un paese che consente la morte delle donne è un paese che si allontana dall’Europa e dalla civiltà. Vogliamo che l’Italia si distingua per come sceglie di combattere la violenza contro le donne e non per l’inerzia con la quale, tacendo, sceglie di assecondarla. Comitato promotore nazionale Senonoraquando, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo-Il Corpo delle DonneIN EVIDENZA
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- The Seimas discussed relevant matters of equal opportunities for women and men maggio 9, 2012
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Women watch delle Nazioni Unite- UN gender equality news feed ottobre 13, 2011
Unifem news- 16 Days of Activism: Gazans Rally Together at Festival to Combat Gender Violence (News) dicembre 9, 2010
- Say NO–UNiTE to End Violence against Women Initiative Records More than 1 Million Actions (Press Release) novembre 25, 2010
- UNiTE Campaign to End Violence against Women Launches in Asia-Pacific Region (News) novembre 25, 2010
- L’initiative Dites NON – Tous UNiS pour mettre fin à la violence contre les femmes enregistre plus d’un million d’actions (Communiqué de presse) novembre 25, 2010
- La Iniciativa Di NO–ÚNETE para Poner Fin a la Violencia contra las Mujeres Registra Más de 1 Millón de Acciones (Informe de prensa) novembre 25, 2010
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