L’inserto femminile dell’Osservatore Romano (Corriere della Sera, 7 aprile 2012) – L’ idea si è fatta concreta durante una passeggiata in campagna, un mese fa, e una chiacchierata tra la storica Lucetta Scaraffia, Ritanna Armeni e il direttore dell’ Osservatore Romano Giovanni Maria Vian. E così, dalla svolta rosa dell’ Osservatore – nata con la direzione di Vian e propiziata da Benedetto XVI – all’ idea di un inserto al femminile, il passo è stato breve. Almeno all’ inizio avrà quattro pagine e cadenza mensile, il titolo di lavoro è “Donne, chiesa, mondo”, anche se tutto è ancora allo stadio iniziale: si sta cominciando a lavorare al numero zero, la speranza è di debuttare a fine maggio.
Donne al comando, rischi e rendimenti (Corriere della Sera, 8 aprile 2012) - Secondo uno studio pubblicato un mese fa dalla Deutsche Bundesbank, l’ aumento della rappresentanza femminile nel top management spingerebbe le banche ad assumere rischi più elevati, il che significa maggiore sensibilità per i profitti. Una conferma viene dalla Borsa di New York dove la scorsa settimana è stata introdotta Annie’ s, una società alimentare “al femminile”.
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Al Sud disoccupazione rosa al 30% (Il Messaggero, 18 febbraio 2012) - In Italia in due anni, dal 2008 al 2010, oltre 100mila donne hanno perso il posto di lavoro. Il Mezzogiorno è un caso unico: il tasso di occupazione femminile raggiunge appena il 30,4%, rispetto al 54,8% del Centro-Nord. Un divario dal resto d’Europa di quasi trenta punti (la media europea nel 2010 e’ 58,2%).
Primo sì al divorzio breve (Il Secolo XIX, 24 febbraio 2012) – Dopo 9 anni e circa tre tentativi andati a vuoto, la proposta di legge sul divorzio breve riceve il suo prima via libera dalla commissione Giustizia della Camera. Il testo unificato messo a punto dal relatore Maurizio Paniz (Pdl), che riceve sostanzialmente un consenso `bipartisan´, prevede che il tempo della separazione, prima di ottenere il divorzio, sia di un anno (non più tre), che diventerebbero due in presenza di figli minori. In più stabilisce che la comunione tra i coniugi cessi nel momento in cui il magistrato li autorizza a vivere separati.
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Elezioni in Kuwait, spariscono le donne (Avvenire, 4 febbraio 2012) - L’opposizione islamista stravince le elezioni per il rinnovo del Parlamento che si sono svolte il 2 febbraio in Kuwait, conquistando 34 seggi su 50, risultato ancora più roseo delle previsioni. Annullata invece la presenza femminile: nessuna delle 23 candidate in lizza è stata eletta. Tra queste anche le quattro deputate uscenti, le prime donne a varcare la soglia dell’Assemblea Nazionale nel 2009 da quando il Kuwait, primo paese tra le monarchie petrolifere del Golfo, ha esteso il diritto di voto alle donne nel 2005.
Verso le elezioni Usa: le mogli di Paul e Romney (Libero, 4 febbraio 2012) – Nella campagna per le presidenziali il ruolo di (asporante) first lady è roba seria, e c’è modo e modo di interpretarlo. Le storie di Carol Paul e Ann Romney raccontate dal corrispondente di Libero da New York.
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Una donna su tre si licenzia per dedicarsi alla famiglia (La Stampa, 3 febbraio 2012) – In Italia “tra le madri il 30% interrompe il lavoro per motivi familiari, contro il 3% dei padri”. E’ quanto ha affermato il capo dipartimento delle statistiche sociali ed ambientali dell’Istat, Linda Laura Sabbadini, in occasione degli stati generali sul lavoro delle donne, organizzato dal Cnel.
Le donne marocchine: “Ora veri diritti” (Avvenire, 24 novembre 2011) - In Marocco la nuova Costituzione approvata nel luglio scorso introduce il principio della parità fra uomo e donna. Adesso per le marocchine il voto politico del 25 novembre potrebbe diventare storico, ma preoccupa il fatto che gli islamisti di A’dala ua tanmia potrebbero ottenere la maggioranza dell’assemblea.
Pensioni, anticipo per le donne (Il Sole 24 Ore, 24 novembre 2011) - Di sicuro si sa solo che sarà un intervento «sistemico», capace di garantire un’ancor maggiore «equità attuariale» a un modello previdenziale che già oggi gode di una robusta stabilità finanziaria. Ma per capire quali saranno gli ingredienti della riforma Fornero-Monti bisognerà aspettare ancora qualche giorno. L’obiettivo è confezionare un pacchetto organico da approvare entro la fine dell’anno. Anche se alcuni interventi potrebbero essere anticipati con la manovra correttiva che il governo dovrebbe varare prima del Consiglio europeo del 9 dicembre (forse la prossima settimana). Si comincerebbe dall’anticipo al 2012 del meccanismo di aggancio all’aspettativa di vita e del percorso per elevare, magari in tempi più stretti, la soglia di vecchiaia delle donne del settore privato.
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WOMAN’S JOURNAL ADERISCE ALL’APPELLO MAI PIU’ COMPLICI
Cinquantaquattro. L’Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall’inizio di questo 2012, le donne morte per mano di uomo. L’ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l’età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilità. E’ ora invece di dire basta e chiamare le cose con il loro nome, di registrare, riconoscere e misurarsi con l’orrore di bambine, ragazze, donne uccise nell’indifferenza. Queste violenze sono crimini, omicidi, anzi FEMMINICIDI. E’ tempo che i media cambino il segno dei racconti e restituiscano tutti interi i volti, le parole e le storie di queste donne e soprattutto la responsabilità di chi le uccide perché incapace di accettare la loro libertà. E ancora una volta come abbiamo già fatto un anno fa, il 13 febbraio, chiediamo agli uomini di camminare e mobilitarsi con noi, per cercare insieme forme e parole nuove capaci di porre fine a quest’orrore. Le ragazze sulla rete scrivono: con il sorriso di Vanessa viene meno un pezzo d’Italia. Un paese che consente la morte delle donne è un paese che si allontana dall’Europa e dalla civiltà. Vogliamo che l’Italia si distingua per come sceglie di combattere la violenza contro le donne e non per l’inerzia con la quale, tacendo, sceglie di assecondarla. Comitato promotore nazionale Senonoraquando, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo-Il Corpo delle DonneIN EVIDENZA
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Women watch delle Nazioni Unite- UN gender equality news feed ottobre 13, 2011
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