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L’hanno descritta in modi coloriti, folkloristici. Prima per le lacrime durante la conferenza stampa sulla riforma delle pensioni, poi, quando i sindacati le hanno dato della “maestrina”. Ha accennato all’articolo 18 e ha dovuto fare marcia indietro, quasi chiedendo scusa di aver pronunciato quelle due parole. Insomma, non proprio un trattamento di favore.

A coloro che hanno avuto la possibilità di ascoltarla dal vivo, non sarà sfuggita la fermezza con cui espone le sue tesi. Ieri, al Senato, in un incontro pubblico sull’occupazione femminile ha parlato del ciclo economico di Modigliani, economista italiano, premio Nobel per l’economia che ha messo a punto una rivoluzionaria teoria a inizio Novecento. La ministra ci invita  a riflettere su cosa significa quella teoria per le donne e se oggi è ancora applicabile. Ai giornalisti, che l’aspettavano a conclusione del suo intervento, non ha concesso nemmeno un minuto. GUARDA GLI ALTRI VIDEO

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L’associazione Pari o dispare inaugura gli impegni del nuovo anno con un incontro pubblico con la ministra del lavoro -welfare e pari oppurtunità Elsa Fornero, al Senato il prossimo 26 gennaio, dalle 15,30. L’incontro è pubblico, previa registrazione. L’associazione ha anche lanciato la campagna per il rinnovo della quota associativa. Per maggiori info: Pariodispare.org

Scarica la locandina con il programma dell’incontro.

Il treno delle donne (l’Unità, 25 settembre 2011) - Dalla parte della Costituzione, a fianco del presidente Napolitano. Il “treno delle donne per la Costituzione” ha fatto tappa sabato 24 a Roma ricongiungendo nella capitale i convogli delle “custodi” della Carta provenienti dal Nord e dal Sud Italia. Un’iniziativa lanciata su Facebook dalla promotrice Nella Toscano della “Rete donne siciliane per la rivoluzione gentile” che man mano ha contagiato e coinvolto 90 associazioni, movimenti  e comitati (dalla Rete Viola all’Arcidonna, dai Centri antiviolenza al Forum ambientalista, fino a personalità della società civile come Silvia Calamandrei) che si sono ritrovati sabato nella Capitale in un triplice appuntamento: prima Montecitorio, poi il Quirinale, infine piazza Santi Apostoli. Perchè senza le donne “non c’è cambiamento”.

Il voto alle donne in Arabia Saudita (la Repubblica, 26 settembre 2011) - Il re dell’Arabia Saudita ha annunciato ieri che anche le donne avranno diritto di votare alle elezioni locali e potranno entrare a far parte delle amministrazioni. “Poiché ci rifiutiamo di marginalizzare le donne”, ha detto re Abdullah con una certa faccia tosta, “abbiamo deciso di coinvolgerle nelle amministrazioni a partire dalle prossime elezioni”. L’annuncio non è stato accolto da reazioni unanimi. “È una grande notizia”, ha commentato una delle attiviste saudite più note, Wajeha al-Huwaider. “È tempo di rimuovere le altre barriere che non ci consentono di avere una vita normale senza i nostri guardiani di sesso maschile”. Le donne dell’Arabia Saudita, infatti, sono tra le più discriminate del mondo. Non possono viaggiare, lavorare o subire interventi chirurgici senza l’autorizzazione dei loro mariti e non possono neanche guidare.

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Lo scippo (Radio Radicale, 14 luglio 2011) – Continua lo sforzo delle parlamentari supportato dalle associazioni femminili, per provare a recuperare i soldi del tesoretto rosa, “scippato” dall’ultima finanziaria. Le immagini della manifestazione del 14 luglio davanti a Montecitorio.

Nasce la Rete delle Donne (la Repubblica, 11 luglio 2011) – “A Siena è nato un nuovo movimento delle donne”, assicura Francesca Comencini, regista, autrice teatrale. Un risveglio. “Non è un partito, ma una rete organizzata fatta di tante voci anche diverse e dissonanti che camminano nella stessa direzione”, aggiunge Serena Sapegno, docente di Letteratura italiana e di Studi di genere alla Sapienza. Ultima a parlare dal palco, Carla Fronteddu, 26enne dottoranda in Filosofia politica: “Io non sapevo cosa significava stare dentro un movimento, ma è bellissimo. Al contrario delle donne che hanno vissuto il femminismo degli anni Settanta, io e le mie coetanee siamo cresciute nel vuoto dei movimenti, dentro una società fortemente individualista che non ci ha insegnato a declinare il senso della parola noi“.

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Questa mattina di fronte al Senato le associazioni femminili appoggiate da alcuni parlamentari dell’opposizione e dalla Cgil hanno manifestato contro il taglio del “tesoretto rosa”.
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