Elezioni in Kuwait, spariscono le donne (Avvenire, 4 febbraio 2012) - L’opposizione islamista stravince le elezioni per il rinnovo del Parlamento che si sono svolte il 2 febbraio in Kuwait, conquistando 34 seggi su 50, risultato ancora più roseo delle previsioni. Annullata invece la presenza femminile: nessuna delle 23 candidate in lizza è stata eletta. Tra queste anche le quattro deputate uscenti, le prime donne a varcare la soglia dell’Assemblea Nazionale nel 2009 da quando il Kuwait, primo paese tra le monarchie petrolifere del Golfo, ha esteso il diritto di voto alle donne nel 2005.
Verso le elezioni Usa: le mogli di Paul e Romney (Libero, 4 febbraio 2012) – Nella campagna per le presidenziali il ruolo di (asporante) first lady è roba seria, e c’è modo e modo di interpretarlo. Le storie di Carol Paul e Ann Romney raccontate dal corrispondente di Libero da New York.
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Potere della rete e delle donne che in rete si incontrano e mobilitano. Un video (in alto) con il servizio del Tg1 su Sanremo, prima indigna e poi scatena la ribellione tra coloro che sono attente alla rappresentazione femminile sui media italiane, convinte che sia la “cifra”, la misura, del grado di libertà e parità che si respira nel Paese. Così, prima parte il mailbombing nei confronti dei giornalisti Rai che hanno confezionato il servizio e adesso, l’associazione Pulitzer, per la difesa della libertà di stampa, scrive alla direttrice della Rai Lorenza Lei, affinché prenda posizione contro il servizio e obblighi i giornalisti a scusarsi.
La lettera:
Gentile Direttrice generale della RAI Lorenza Lei,
Provoca le proteste della Conferenza provinciale delle donne democratiche di Ravenna e dell’associazione Se non ora quando? lo spogliarello organizzato ieri sera dal Pd di Campiano per la festa del partito.
Dopo la polemica scoppiata in casa Pd Danilo Manfredi e Alberto Pagani, rispettivamente segretario comunale e provinciale, hanno chiesto un confronto con le associazioni di donne ravennati. Intanto, mentre il partito democratico locale si appresta a chiarire la sua linea riguardo alle politiche di genere, gli organizzatori delle festa di Campiano tirano dritto per la loro strada, contenti che il polverone sollevato sui giornali abbia avuto lo sperato effetto di fare accorrere molta più gente del previsto.
Leggi anche l’articolo su il Resto del Carlino.
Foto: Stock.XCHNG.
C’è la festa e ci sono le polemiche. La rete si è scatenata contro il movimento Se non ora quando perché non è stata abbastanza coinvolta. Infatti, dal palco, molte blogger famose come Lorella Zanardo, Giorgia Vezzoli, di Vita da streghe, le donne di Femminismo a sud, la giornalista Loredana Lipperini non c’erano.
Da anni si occupano di innalzare la consapevolezza e combattere contro la discriminazione di genere ma a Siena, mancavano. Dicono di non essere state coinvolte e di non condividere l’approccio politico del movimento. Ecco stralci della polemica dai rispettivi blog.
di Clarissa Monnati
Qualcosa in Italia sta cambiando se Donna Moderna annuncia un rinnovamento e da domani esce con copertina e contenuti dedicati alle donne “normali”: studentesse, mamme, professioniste, lavoratrici di ogni età. Quasi contemporaneamente, la Rai decide di ragionare sulla rappresentazione della femminilità nella tv pubblica attraverso un workshop organizzato con Donne in quota, che si terrà il 27 giugno.
A proposito della pubblicità, Annamaria Testa spiega che
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WOMAN’S JOURNAL ADERISCE ALL’APPELLO MAI PIU’ COMPLICI
Cinquantaquattro. L’Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall’inizio di questo 2012, le donne morte per mano di uomo. L’ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l’età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilità. E’ ora invece di dire basta e chiamare le cose con il loro nome, di registrare, riconoscere e misurarsi con l’orrore di bambine, ragazze, donne uccise nell’indifferenza. Queste violenze sono crimini, omicidi, anzi FEMMINICIDI. E’ tempo che i media cambino il segno dei racconti e restituiscano tutti interi i volti, le parole e le storie di queste donne e soprattutto la responsabilità di chi le uccide perché incapace di accettare la loro libertà. E ancora una volta come abbiamo già fatto un anno fa, il 13 febbraio, chiediamo agli uomini di camminare e mobilitarsi con noi, per cercare insieme forme e parole nuove capaci di porre fine a quest’orrore. Le ragazze sulla rete scrivono: con il sorriso di Vanessa viene meno un pezzo d’Italia. Un paese che consente la morte delle donne è un paese che si allontana dall’Europa e dalla civiltà. Vogliamo che l’Italia si distingua per come sceglie di combattere la violenza contro le donne e non per l’inerzia con la quale, tacendo, sceglie di assecondarla. Comitato promotore nazionale Senonoraquando, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo-Il Corpo delle DonneIN EVIDENZA
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