Continue reading »
Con il 2% di donne nei consigli di amministrazione aziendali, un tasso di natalità tra i più bassi d’Europa (1,39 per donna), appena il 14% di madri che tornano a lavorare a tempo pieno dopo la nascita del primo figlio (6% dopo il secondo), la Germania sembra lontana dalla parità di genere nel mercato del lavoro. Katrin Bennhold descrive su The New York Times un paese ancorato a una visione tradizionale del ruolo femminile, nonostante un pacchetto di leggi approvate negli ultimi anni miri a un riequilibrio.
di Clarissa Monnati
Se le donne fossero presenti nel mercato del lavoro in numero maggiore, l’economia italiana girerebbe meglio. È questa la tesi che Alessandra Casarico e Paola Profeta, entrambe professoresse alla Bocconi di Milano, sostengono in Donne in attesa. L’Italia delle disparità di genere (EGEA). Lasciare le donne ai margini, confinarle o rimandarle a casa, è uno spreco di talenti.
Il libro, uscito nel 2010, non ha perso d’attualità. Infatti il basso tasso di occupazione femminile in Italia, e la sua ulteriore diminuzione in seguito alla nascita dei figli, è stato il tema di una delle tracce che gli studenti del liceo linguistico hanno dovuto affrontare il 23 giugno nella seconda prova degli esami di maturità.
Continue reading »
Ogni settimana una videointervista a giovani ragazze di diverse nazionalità europee sulla condizione della donna vissuta in prima persona.
Quali sono i sogni delle giovani europee? Hanno paura se camminano per strada da sole? Si sono mai sentite da meno perché donne? La parità di genere è un principio comunitario ma in molti paesi l’uguaglianza di fatto è ancora lontana.
Questa settimana è online l’intervista a Pauline, ragazza polacca.
Foto: (cc)amandaluna/flickr)
La condizione delle ragazze europee è (dovrebbe essere) sotto gli occhi di tutti, visto che sono sorelle, figlie, fidanzate, amiche, e vicine di casa. Difficilmente però le si sente parlare di sé, e raccontarsi a trecentosessanta gradi, dalle aspirazioni (e ostacoli) nel percorso lavorativo e familiare, alle eventuali discriminazioni, ai rapporti con gli uomini, fino alle questioni più ovvie, del tipo “ti senti sicura a cammninare sola per strada la sera nella tua città?”
Laura Preite, giornalista, blogger e ideatrice di Woman Journal, ha realizzato per la sezione Donna de La Stampa Web una serie di video finalizzati ad approfondire il tema della vita giovanile delle donne d’Europa. Ha intervistato 10 ragazze tra i 20 e i 31 anni, provenienti da altrettanti Paesi europei, dialogando con loro di esperienze, interessi, e valutazioni sulla situazione femminile nei luoghi d’origine. I video saranno pubblicati sul sito de La Stampa a scadenza settimanale, la prima intervista a Cristiana Campanella, romana di 26 anni è già online su questa pagina.
Quali sono i sogni delle giovani europee? Hanno paura se camminano per strada da sole? Si sono mai sentite da meno perché donne? La parità di genere è un principio comunitario ma in molti paesi l’uguaglianza di fatto è ancora lontana.
Le famiglie dei 34 membri dell’Ocse, che riunisce i paesi che hanno un’ economia di mercato e una politica democratica, sono sempre più povere. A rivelarlo è il primo rapporto dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico dedicato al benessere delle famiglie. In tutti i 34 paesi la povertà per i nuclei familiari aumenta mettendo a rischio i più deboli, i bambini. Le ragioni sono famiglie sempre più piccole (il tasso di fertilità negli ultimi 30 anni è sceso dal 2,2 all’1,7), meno matrimoni e più divorzi. Le donne, secondo l’Ocse, sono cruciali per migliorare la condizione di vita di tutto il nucleo, ma hanno ancora troppo poche possibilità di lavoro e di carriera, badano troppo alle faccende domestiche (c’è un esplicito richiamo dell’Ocse ai mariti latitanti) e i servizi per l’infanzia (scuole, asili nido, dopo-scuola) sono troppo pochi e di bassa qualità. In questo modo caricano sulle spalle delle mamme incombenze familiari troppo onerose.
L’Italia tra i 32 si colloca a un terzo dalla fine della scala, tra i meno virtuosi. L’occupazione femminile è ben sotto la media del 59% (è al 48%), il tasso di natalità è all’1,4% e la metà femminile del paese lavora 5 ore in più a casa (nelle pulizie e nella cura di piccoli e anziani) rispetto alle 2 ore e mezza in media delle altre donne (leggi l’articolo su LabItalia)
Per invertire la tendenza, tutti i Paesi dovrebbero, quindi:
- assicurare opportunità di carriera uguali per i due sessi;
- aiutare a conciliare meglio lavoro e famiglia;
- promuovere il congedo di paternità e la cultura della responsabilità tra i padri;
- investire in servizi alle famiglie;
- migliorare la qualità dei servizi per i bambini, in particolare quelli più svantaggiati.
WOMAN’S JOURNAL ADERISCE ALL’APPELLO MAI PIU’ COMPLICI
Cinquantaquattro. L’Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall’inizio di questo 2012, le donne morte per mano di uomo. L’ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l’età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilità. E’ ora invece di dire basta e chiamare le cose con il loro nome, di registrare, riconoscere e misurarsi con l’orrore di bambine, ragazze, donne uccise nell’indifferenza. Queste violenze sono crimini, omicidi, anzi FEMMINICIDI. E’ tempo che i media cambino il segno dei racconti e restituiscano tutti interi i volti, le parole e le storie di queste donne e soprattutto la responsabilità di chi le uccide perché incapace di accettare la loro libertà. E ancora una volta come abbiamo già fatto un anno fa, il 13 febbraio, chiediamo agli uomini di camminare e mobilitarsi con noi, per cercare insieme forme e parole nuove capaci di porre fine a quest’orrore. Le ragazze sulla rete scrivono: con il sorriso di Vanessa viene meno un pezzo d’Italia. Un paese che consente la morte delle donne è un paese che si allontana dall’Europa e dalla civiltà. Vogliamo che l’Italia si distingua per come sceglie di combattere la violenza contro le donne e non per l’inerzia con la quale, tacendo, sceglie di assecondarla. Comitato promotore nazionale Senonoraquando, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo-Il Corpo delle DonneIN EVIDENZA
WOMEN AT WORK: il nostro approfondimento sul lavoro delle giovani donne
Ultimi tweets
- Lotta contro il #tumore al #seno: a Roma parte la #Race for the cure. Prossime tappe Bari, Bologna e Napoli. http://t.co/XQ7ldgNV
- Nasce l'Associazione #GammaDonna: un nuovo progetto a sostegno delle #imprese di #donne e #giovani. http://t.co/b5PT8PNH
- CurrentlyreadingFrodi d?amore ? http://t.co/eYOgH0CV’amore/ #tradimenti e #bugie
- #contraccezione #carcere CurrentlyreadingHonduras: carcere per la contraccezione d?emergenza ? http://t.co/0lAjlJlI’emergenza/
- #Honduras, a rischio i #diritti delle donne http://t.co/pJPbdfvb
Tag
13 febbraio afghanistan alessia mosca arabia saudita bambini berlusconi cgil conciliazione DIRITTI discriminazione Dominique Strauss Kahn donne elsa fornero emma bonino europa femminismo gravidanza il Brunch il Brunch Rassegna stampa il corpo delle donne istat lavoro libri lorella zanardo mara carfagna maternità milano pari o dispare pd pdl pensioni politica quote rosa RASSEGNA STAMPA roma se non ora quando silvio berlusconi spagna stalking STEREOTIPI stupro susanna camusso torino violenza you're right
LA POSTA
Segnalaci la tua storia, lettura preferita o dacci un consiglio su come migliorare scrivendo a redazionewj@gmail.comUltimi Commenti
- gaianina su Honduras: carcere per la contraccezione d’emergenza
- angela su Honduras: carcere per la contraccezione d’emergenza
- gaianina su Honduras: carcere per la contraccezione d’emergenza
- gaianina su Honduras: carcere per la contraccezione d’emergenza
- angela su Honduras: carcere per la contraccezione d’emergenza
European Institute for Gender Equality- 180 000 women in Europe are in danger of female genital mutilation (FGM) maggio 11, 2012
- The Seimas discussed relevant matters of equal opportunities for women and men maggio 9, 2012
- Closing gender gaps will benefit individuals, the economy and society marzo 7, 2012
- Request for Nominations of "Women Inspiring Europe" 2013 marzo 6, 2012
- EIGE conducts research and facilitates discussions on gender training in the European Union febbraio 22, 2012
Women watch delle Nazioni Unite- UN gender equality news feed ottobre 13, 2011
Unifem news- 16 Days of Activism: Gazans Rally Together at Festival to Combat Gender Violence (News) dicembre 9, 2010
- Say NO–UNiTE to End Violence against Women Initiative Records More than 1 Million Actions (Press Release) novembre 25, 2010
- UNiTE Campaign to End Violence against Women Launches in Asia-Pacific Region (News) novembre 25, 2010
- L’initiative Dites NON – Tous UNiS pour mettre fin à la violence contre les femmes enregistre plus d’un million d’actions (Communiqué de presse) novembre 25, 2010
- La Iniciativa Di NO–ÚNETE para Poner Fin a la Violencia contra las Mujeres Registra Más de 1 Millón de Acciones (Informe de prensa) novembre 25, 2010
VIDEO














