Da oltre dieci anni la performance scolastica delle donne è migliore di quella degli uomini. Secondo l’informativa Istat 8 marzo: giovani donne in cifre relativa al 2009-2010, le giovani si laureano prima, in numero maggiore (115.974 contro 76.384), ottengono più borse di studio e fanno più viaggi di studio all’estero durante l’università, inoltre leggono più libri nel tempo libero, visitano più musei, mostre e monumenti e vanno a teatro più spesso.
Nonostante questo, tra loro si registrano un minore tasso di occupazione, una maggiore diffusione dei contratti a tempo determinato e del lavoro part time e un livello salariale inferiore rispetto a quelli che si riscontrano tra i coetanei maschi.
Cerchiamo di capire perché assieme ad Annalisa Murgia, ricercatrice dell’Università di Trento specializzata in sociologia del lavoro,
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“La Chiesa non abbia paura delle donne” (l’Unità, 11 febbraio 2012) - ”Le suore oggi sono consapevoli dell’assurdità di questa posizione, dell’errore enorme, della perdita secca che, non loro, ma il mondo maschile della Chiesa subisce nel non valorizzare il femminile. Qualcosa che non può dominare, controllare e che pure sarebbe una ricchezza e una benedizione per lui e per la Chiesa. Credo che la Chiesa rischi di perdere l’occasione storica di una grande, potente, alleanza con il genere femminile”. L’intervento della filosofa Emma Fattorini sulle pagine de l’Unità.
Donne e giovani, un Paese disuguale (Corriere della Sera, 14 febbraio 2012) - Nel 2010, in media gli uomini hanno percepito una retribuzione più elevata (1.407 euro) rispetto alle italiane (1.131 euro) del 20%. Più precisamente la retribuzione media giornaliera per gli uomini è stata pari a 95,30 euro contro i 68,40 di quella femminile. Il divario retributivo si accentua ancora di più per la popolazione straniera, con gli uomini che percepiscono in media 1.118 euro e le donne soltanto 788 euro. Ma la differenza sta a monte, nel tasso di occupazione nazionale, che nel 2010 è stato pari al 56,9% con un differenziale di genere piuttosto elevato: il 21,5%. Vale a dire che sono risultate occupate 46 donne su 100 a fronte di 67,7 uomini su cento.
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Con 293 voti a favore, 250 contro e 21 astensioni – tra cui quella del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna – la Camera dei deputati approva le pregiudiziali di costituzionalità sulla legge contro l’omofobia presentata dal Partito Democratico: legge respinta. Hanno votato a favore delle pregiudiziali Pdl (con l’eccezione di Santo Versace, che ha votato no), Lega e Udc; hanno votato contro Pd, Idv, Fli.
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Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama compie un passo verso la parificazione dei matrimoni omosessuali ed eterosessuali, annunciando che sosterrà la proposta di abolizione del Defense of Marriage Act avanzata dalla senatrice della California Dianne Feinstein. La legge, varata nel 1996, permette agli stati della federazione di celebrare regolarmente matrimoni tra persone dello stesso sesso, ma solo se concedono benefici federali alle coppie eterosessuali; inoltre, definisce il matrimonio un’unione tra persone di sesso opposto e permette a uno stato di considerare illegale i matrimoni gay celebrati in un altro stato.
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Gli studenti britannici hanno uno strumento in più per orientarsi nella scelta dell’università: Gay By Degrees 2012, la guida che segnala quanto gli atenei sono gay-friendly, al suo secondo anno di vita. Realizzata da Stonewall, associazione impegnata nella difesa dei diritti delle persone LGBT dal 1989, la guida prende in considerazione 160 università, valutandole in base a numerosi criteri: indica se sono iscritte al Diversity Champions Programme di Stonewall, una rete di associazioni impegnate per garantire che nell’ambiente di lavoro ognuno possa essere se stesso; se adottano politiche di protezione degli studenti LGBT da comportamenti discriminatori e aggressivi;
WOMAN’S JOURNAL ADERISCE ALL’APPELLO MAI PIU’ COMPLICI
Cinquantaquattro. L’Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall’inizio di questo 2012, le donne morte per mano di uomo. L’ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l’età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilità. E’ ora invece di dire basta e chiamare le cose con il loro nome, di registrare, riconoscere e misurarsi con l’orrore di bambine, ragazze, donne uccise nell’indifferenza. Queste violenze sono crimini, omicidi, anzi FEMMINICIDI. E’ tempo che i media cambino il segno dei racconti e restituiscano tutti interi i volti, le parole e le storie di queste donne e soprattutto la responsabilità di chi le uccide perché incapace di accettare la loro libertà. E ancora una volta come abbiamo già fatto un anno fa, il 13 febbraio, chiediamo agli uomini di camminare e mobilitarsi con noi, per cercare insieme forme e parole nuove capaci di porre fine a quest’orrore. Le ragazze sulla rete scrivono: con il sorriso di Vanessa viene meno un pezzo d’Italia. Un paese che consente la morte delle donne è un paese che si allontana dall’Europa e dalla civiltà. Vogliamo che l’Italia si distingua per come sceglie di combattere la violenza contro le donne e non per l’inerzia con la quale, tacendo, sceglie di assecondarla. Comitato promotore nazionale Senonoraquando, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo-Il Corpo delle DonneIN EVIDENZA
WOMEN AT WORK: il nostro approfondimento sul lavoro delle giovani donne
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