Le donne marocchine: “Ora veri diritti” (Avvenire, 24 novembre 2011) - In Marocco la nuova Costituzione approvata nel luglio scorso introduce il principio della parità fra uomo e donna. Adesso per le marocchine il voto politico del 25 novembre potrebbe diventare storico, ma preoccupa il fatto che gli islamisti di A’dala ua tanmia potrebbero ottenere la maggioranza dell’assemblea.
Pensioni, anticipo per le donne (Il Sole 24 Ore, 24 novembre 2011) - Di sicuro si sa solo che sarà un intervento «sistemico», capace di garantire un’ancor maggiore «equità attuariale» a un modello previdenziale che già oggi gode di una robusta stabilità finanziaria. Ma per capire quali saranno gli ingredienti della riforma Fornero-Monti bisognerà aspettare ancora qualche giorno. L’obiettivo è confezionare un pacchetto organico da approvare entro la fine dell’anno. Anche se alcuni interventi potrebbero essere anticipati con la manovra correttiva che il governo dovrebbe varare prima del Consiglio europeo del 9 dicembre (forse la prossima settimana). Si comincerebbe dall’anticipo al 2012 del meccanismo di aggancio all’aspettativa di vita e del percorso per elevare, magari in tempi più stretti, la soglia di vecchiaia delle donne del settore privato.
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Aids, sempre più donne infette (Il Messaggero, 23 luglio 2011) – Sembrava sotto controllo, ma non lo è: il virus dell’Hiv in Italia infetta una persona ogni due ore, mentre sembra che si stia riducendo il numero di pazienti che lo contraggono. Secondo i dati diffusi dall’Istituto superiore della Sanità è cresciuta l’età media degli infetti: 39 anni. Il 40% sono donne.
Il rimpasto rosa di Alemanno (Il Messaggero, 20 luglio 2011) – È il terzo rimpasto della giunta Alemanno, reso necessario dalla sentenza del Tar che aveva azzerato la giunta capitolina accogliendo due ricorsi per il mancato rispetto delle quote rosa. Per dirla in breve: troppe poche le donne tra gli assessori di Alemanno, l’unica era Sveva Belviso, titolare della delega alle politiche sociali. Ecco dunque cosa cambia: la Belviso conserverà l’assessorato alle politiche sociali ma sarà anche il nuovo vice sindaco al posto del senatore Mauro Cutrufo. L’altra donna in giunta è invece Rosella Sensi, ex presidente della As Roma. La Sensi si occuperà della promozione dei grandi eventi e della candidature di Roma alle Olimpiadi 2020, avrà anche la delega alla moda.
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Tempo fa avevamo parlato ricorso presentato dalle associazioni Casa delle Donne di Torino e Activa nei confronti del protocollo della giunta del Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, e l’ingresso del Movimento per la vita nei consultori (Il “Protocollo per il miglioramento del percorso assistenziale per la donna che richiede l’interruzione volontaria di gravidanza” ). Il 16 luglio scorso il Tar ha respinto il protocollo perché viola l’articolo 3 della Costituzione, che sancisce il principio di uguaglianza e di non discriminazione, e annulla così quella parte del documento che prevede l’introduzione nei consultori solo di quel privato sociale “che abbia nel proprio statuto la finalità di tutela della vita sin dal concepimento”.
Via La Repubblica
Foto tratta da boliston (Flickr.com)
A un anno dall’entrata in vigore della nuova legge sull’interruzione di gravidanza, in Spagna si fa un primo bilancio dei suoi effetti: gli aborti diminuiscono e vengono praticati sempre più presto.
La norma, non ancora licenziata dalla Corte costituzionale, ha introdotto la possibilità di abortire prima della quattordicesima settimana anche in assenza di pericoli per la salute della donna; inoltre ha permesso di farlo alle ragazze dai 16 anni senza il consenso dei genitori, qualora chiederlo implichi il rischio di violenza domestica.
Come spiega María Sahuquillo su El País, in mancanza dei dati ministeriali, che non sono ancora pronti, si può contare su quelli delle cliniche private, in cui viene praticato il 90% degli aborti.
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In Gran Bretagna un gruppo che si oppone all’aborto in tutte le circostanze e propugna l’astinenza è stato nominato consigliere del governo – insieme ad altre associazioni – per tutto ciò che riguarda l’educazione sessuale.
The Life organisation has been invited to join a new sexual health forum set up to replace the Independent Advisory Group on Sexual Health and HIV. Stuart Cowie, Life’s head of education, said: “We are delighted to be invited into the group, representing views that have not always been around on similar tables in the past.”
In contrast, the British Pregnancy Advisory Service (BPAS) has been omitted from the forum despite its long-term position on the previous advisory group and 40-year track record in providing pregnancy counselling nationwide.
WOMAN’S JOURNAL ADERISCE ALL’APPELLO MAI PIU’ COMPLICI
Cinquantaquattro. L’Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall’inizio di questo 2012, le donne morte per mano di uomo. L’ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l’età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilità. E’ ora invece di dire basta e chiamare le cose con il loro nome, di registrare, riconoscere e misurarsi con l’orrore di bambine, ragazze, donne uccise nell’indifferenza. Queste violenze sono crimini, omicidi, anzi FEMMINICIDI. E’ tempo che i media cambino il segno dei racconti e restituiscano tutti interi i volti, le parole e le storie di queste donne e soprattutto la responsabilità di chi le uccide perché incapace di accettare la loro libertà. E ancora una volta come abbiamo già fatto un anno fa, il 13 febbraio, chiediamo agli uomini di camminare e mobilitarsi con noi, per cercare insieme forme e parole nuove capaci di porre fine a quest’orrore. Le ragazze sulla rete scrivono: con il sorriso di Vanessa viene meno un pezzo d’Italia. Un paese che consente la morte delle donne è un paese che si allontana dall’Europa e dalla civiltà. Vogliamo che l’Italia si distingua per come sceglie di combattere la violenza contro le donne e non per l’inerzia con la quale, tacendo, sceglie di assecondarla. Comitato promotore nazionale Senonoraquando, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo-Il Corpo delle DonneIN EVIDENZA
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