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È la vincitrice del festival di Sanremo 2012, in finale con Arisa e Noemi. Tre donne giovani e di carattere.

Qui vi riproponiamo Emma e il suo discorso dell’11 dicembre scorso durante la manifestazione in piazza del Popolo a Roma, “Se non le donne chi?”.

Racconta degli inizi, quando per il suo sogno prendeva i treni della notte per arrivare a Roma da un paesino della Puglia, quando lavorava in nero per 300 euro e 10 ore di lavoro. “I soldi sono importanti ma bisogna saperli usare, ancora oggi aiuto la mia famiglia a pagare il mutuo”. “Non sono lo stereotipo che vuole che le donne della tv siano tutte banali. Devono smettere di giudicarci solo dalla tv” dice, e conclude: “Se si vuole qualcosa bisogna trovare il coraggio di andarsela a prendere”.

Dopo la mobilitazione in rete con migliaia di click su Youtube e di firme raccolte con l’appello promosso dall’associazione Pulitzer (e appoggiato da molti gruppi tra cui Woman’s Journal) anche il Comitato “Appello donne e media” chiede conto del comportamento della Rai, questa volta alla Commissione parlamentare di vigilanza in una lettera rivolta al suo presidente (leggi la lettera all’Onorevole Sergio Zavoli sul sito Donne della realtà).

Il Comitato è stato il primo a chiedere ai dirigenti dell’emittente pubblica, una maggiore e migliore rappresentanza femminile in tv, e a promuovere la modifica del contratto di servizio (firmato ogni tre anni dalla Rai con il Ministero delle telecomunicazioni, chiarisce le attività che la Rai deve svolgere per per assolvere il compito di servizio pubblico, e regola le tipologie di programmi, deginendo obiettivi e parametri di qualità del servizio).

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Woman’s Journal ha subito sottoscritto l’appello dell‘associazione Pulitzer per chiedere chiarimenti in merito al servizio andato in onda sul Tg1 “la donna del festival” (leggi l’articolo). In pochi giorni, l’appello è stato firmato da 3mila persone e il video ha raggiunto 62mila visualizzazioni su Youtube.

Ad oggi però, non c’è stata alcuna presa di posizione della direzione della Rai, come richiesto dai firmatari. L’autore, invece, il giornalista Vincenzo Mollica ha affermato:“nessuna intenzione da parte del TG1 e mia personale di offendere le donne”. L’associazione Pulitzer, insieme ai gruppi che hanno deciso di sottoscrivere l’appello rilanciano la raccolta firme, con l’obiettivo di arrivare a 5000 firme e sollecitano una risposta ufficiale da Viale Mazzini.

COMUNICATO STAMPA

Cinquemila firme per la dignità delle donne: parte l’ultimo lancio dell’appello alla Direttrice generale della RAI

Nato e cresciuto in rete, dal basso l’appello alla Direttrice generale della RAI Lorenza Lei per il servizio del TG1 sulla “Donna dell’Ariston” ha raccolto in pochi giorni 3.300 firme. Il video del servizio pubblicato sul canale “Donne e Media” di youtube ha avuto 62.000 visualizzazioni.

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Potere della rete e delle donne che in rete si incontrano e mobilitano. Un video (in alto) con il servizio del Tg1 su Sanremo, prima indigna e poi scatena la ribellione tra coloro che sono attente alla rappresentazione femminile sui media italiane, convinte che sia la “cifra”, la misura, del grado di libertà e parità che si respira nel Paese. Così, prima parte il mailbombing nei confronti dei giornalisti Rai che hanno confezionato il servizio e adesso, l’associazione Pulitzer, per la difesa della libertà di stampa, scrive alla direttrice della Rai Lorenza Lei, affinché prenda posizione contro il servizio e obblighi i giornalisti a scusarsi.

La lettera:

Gentile Direttrice generale della RAI Lorenza Lei,

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Probabilmente alcune di voi ne hanno sentito parlare (i giornali e la rete ne hanno scritto e molto), numerose avranno anche sottoscritto le quote. In questo blog abbiamo ospitato il banner dell’iniziativa perché l’abbiamo da subito considerata, per i modi e i fini, lodevole. Però #2eurox10leggi si è concluso senza che si raggiungesse il “quorum”, ovvero quel numero di sottoscrizioni che avrebbe assicurato la somma necessaria a comprare una pagina del Corriere della Sera per pubblicare le 10 leggi a favore delle donne, obiettivo per cui era nata la pagina web e che ci si riprometteva di raggiungere entro il 2011. Chiariamo che #2eurox10leggi non aveva nulla a che vedere con l’iniziativa della francese Choisir la cause de femmes, che sta avendo una certa pubblicità in Italia grazie all’Idv che ha deciso di organizzare una serie di interventi per promuovere la “clausola dell’europea più favorita”.

Ma torniamo a #2eurox10leggi. Abbiamo deciso di intervistare una delle promotrici, Manuela Mimosa Ravasio, giornalista, che ci racconta che tipo di esperienza è stata e perché è valsa la pena provarci, nonostante l’obiettivo fosse più che ambizioso. (Se vuoi leggere com’è nata l’iniziativa e perché leggi qui).

Come si è conclusa l’esperienza #2europer10leggi?

Alla fine le quote prenotate sono state 2.599, corrispondenti a quasi 5.200 euro. Un bel numero, e certo sapevamo che raggiungere le 12500 quote era un’impresa titanica. Ma, subito dopo l’apertura del blog e l’avvio dell’iniziativa, ci siamo accorte che chi aderiva a #2eurox10leggi raccoglieva più che una semplice provocazione, l’acquisto di una pagina di un quotidiano. Chi aderiva a voleva partecipare, provare ad avere un contatto diretto con la politica e accellerarne i processi.

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Le proposte editoriali selezionate ogni settimana per voi da Clarissa.

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