La giurista Barbara Spinelli spiega sul sito del Corriere della sera, la 27esima Ora cos’è il femminicidio. Spinelli è stata promotrice insieme ad altre del primo rapporto ombra sull’applicazione in Italia della Cedaw, la convenzione internazionale per l’eliminazione di tutte le discriminazioni nei confronti delle donne (nella foto un’immagine di Ciudad Juarez, Messico).
L’intervento della Spinelli polemizza con l’articolo, apparso sempre sul Corriere, dell’editorialista Isabella Bossi Fedrigotti che critica l’uso della parola “femminicidio”, perché svilente, in quanto richiama la parola “femmina”.

“La maggior parte delle persone lo stupro lo immaginano così: una ragazza vestita provocatoriamente che esce ubriaca da un bar e viene aggredita da uno sconosciuto. È un mito, è una falsa rappresentazione. La maggior parte della violenza sessuale avviene in famiglia o è un amico”. A parlare è Heather Jarvis (nella foto di N. Maxwell Lander), una delle fondatrici della Slutwalk, la marcia delle “puttane” che si è svolta la prima volta a Toronto, in Canada, il 3 aprile dell’anno scorso e, ad oggi ha avuto decine di repliche in tutto il mondo, l’ultima, a Singapore, a dicembre quando 600 persone hanno sfilato per la città con cartelli al motto “We had enough”, “ne abbiamo abbastanza” di una sbagliata rappresentazione dello stupro.
“I controlli dei carabinieri e dei Nas richiesti dal ministro della Salute Renato Balduzzi, su segnalazione dell’Agenas – afferma il presidente dell’Aogoi Vito Trojano – si inseriscono in un contesto critico che abbiamo denunciato da molto tempo. Non siamo certamente contrari a far emergere un’eventuale “utilizzazione opportunista del ricorso al parto cesareo” ma non vorremmo che l’attenzione venisse deviata da quelle che sono le vere problematiche all’origine del fenomeno, che sono strutturali e organizzative”.
Sono le parole del presidente dell’associazione dei ginecologi italiani a Quotidiano Sanità, in riferimento all’operazione di controllo che i Nas stanno effettuando nei reparti ginecologici degli ospedali italiani. I controlli nascono dall’esigenza del ministero della Salute di appurare le cause dell’uso sproporzionato del taglio cesario nei reparti maternità (più rischioso per la salute delle donne e dei loro bambini) come anche la relazione della “Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e sulle cause dei disavanzi regionali” ha messo in luce.
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Secondo dati del ministero della Salute sono il 65% le italiane nate nel 1997-1998, che si sono vaccinate dal papillomavirus umano (Hpv), grazie alla campagna di vaccinazione prevista dal Ministero e implementata dalle regioni. Siamo in attesa di conoscere la copertura che ciascuna regione è riuscita a dare con il vaccino, una possibilità che consente per le donne di ridurre drasticamente l’incidenza dei tumori al collo dell’utero.
In Italia, nel 2008 i casi di tumore sono stati 8.02 su 100.000 con un tasso di mortalità di 2.01 su 100.000 persone. Numeri molto ridotti se si confrontano con un paese come la Romania, dove lo screening, cioè l’attività di vaccinazione e controllo attraverso il pap test è inesistente e che ha registrato, sempre nel 2008, 29 casi di tumore su 100.ooo abitanti e 16.02 decessi. L’Italia, con il 65%, si colloca tra i primi posti in Europa per copertura vaccinale, preceduta solo da Regno Unito e Portogallo anche se è lontana dall’obiettivo del 95% fissato dall‘intesa Stato-Regioni del 2007.
L’hanno descritta in modi coloriti, folkloristici. Prima per le lacrime durante la conferenza stampa sulla riforma delle pensioni, poi, quando i sindacati le hanno dato della “maestrina”. Ha accennato all’articolo 18 e ha dovuto fare marcia indietro, quasi chiedendo scusa di aver pronunciato quelle due parole. Insomma, non proprio un trattamento di favore.
A coloro che hanno avuto la possibilità di ascoltarla dal vivo, non sarà sfuggita la fermezza con cui espone le sue tesi. Ieri, al Senato, in un incontro pubblico sull’occupazione femminile ha parlato del ciclo economico di Modigliani, economista italiano, premio Nobel per l’economia che ha messo a punto una rivoluzionaria teoria a inizio Novecento. La ministra ci invita a riflettere su cosa significa quella teoria per le donne e se oggi è ancora applicabile. Ai giornalisti, che l’aspettavano a conclusione del suo intervento, non ha concesso nemmeno un minuto. GUARDA GLI ALTRI VIDEO
WOMAN’S JOURNAL ADERISCE ALL’APPELLO MAI PIU’ COMPLICI
Cinquantaquattro. L’Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall’inizio di questo 2012, le donne morte per mano di uomo. L’ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l’età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilità. E’ ora invece di dire basta e chiamare le cose con il loro nome, di registrare, riconoscere e misurarsi con l’orrore di bambine, ragazze, donne uccise nell’indifferenza. Queste violenze sono crimini, omicidi, anzi FEMMINICIDI. E’ tempo che i media cambino il segno dei racconti e restituiscano tutti interi i volti, le parole e le storie di queste donne e soprattutto la responsabilità di chi le uccide perché incapace di accettare la loro libertà. E ancora una volta come abbiamo già fatto un anno fa, il 13 febbraio, chiediamo agli uomini di camminare e mobilitarsi con noi, per cercare insieme forme e parole nuove capaci di porre fine a quest’orrore. Le ragazze sulla rete scrivono: con il sorriso di Vanessa viene meno un pezzo d’Italia. Un paese che consente la morte delle donne è un paese che si allontana dall’Europa e dalla civiltà. Vogliamo che l’Italia si distingua per come sceglie di combattere la violenza contro le donne e non per l’inerzia con la quale, tacendo, sceglie di assecondarla. Comitato promotore nazionale Senonoraquando, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo-Il Corpo delle DonneIN EVIDENZA
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