Maternità e lavoro: due scelte inconciliabili
Le donne italiane stanno a casa, ma non perché lo vogliano. Non possono fare altrimenti. Da una ricerca Isfol sulle italiane emerge la conferma che l’occupazione femminile ha lo stesso andamento della quantità dei servizi all’infanzia offerti: meno asili (in particolare per i bambini fino ai 3 anni) meno donne al lavoro.
Per il 37% del campione la decisione di avere figli dipende dalla disponibilità di familiari non conviventi, di solito i nonni, nell’accudimento dei bambini. Sono il 27,5% le famiglie che vi ricorrono giornalmente, percentuale che sale al 46% settimanalmente. Chi ha figli lo sa: senza nonni, se entrambi i genitori lavorano, è molto dura se non impossibile. Bisogna affrontare molte spese, per baby sitter e asili privati, che rendono più conveniente economicamente stare a casa, invece che lavorare.
Chi non ha figli e pensa di averne si prepari: è tutto in salita, a meno di non vivere in Emilia Romagna o in Trenito Alto Adige, le regioni che riescono a offrire maggiori servizi. Qui il tasso di occupazione femminile è del 60%, ben oltre la media nazionale del 46%.
Il sistema di welfare italiano è sostanzialmente basato sul modello del male-breadwinner in cui, appunto, l’uomo è l’unico percettore di reddito. Questo modello di fatto orienta le scelte di policy sul tema della famiglia e anche l’offerta di servizi di cura per i bambini che, rispetto ai paesi europei esemplari, risulta ancora non adeguata. (…)
Negli ultimi anni molti comuni italiani hanno realizzato investimenti nei servizi di child-care (si è infatti passati da una percentuale di comuni coperti dal servizio del 39,2% nel 2004, ad una del 51,7% nel 2008), ma l’offerta di cura formale per i bambini italiani è ancora insufficiente.
Inoltre diversi interventi legislativi e di indirizzo, a partire dalla L. 53 del 2000, hanno inteso intervenire sul tema della conciliazione tra lavoro e impegni familiari. In ultimo il recente accordo tra Governo e Sindacati sulle Azioni a sostegno delle politiche di conciliazione tra famiglia e lavoro ribadisce l’importanza della L. 53/2000 e decide la creazione di un tavolo tecnico di lavoro.
Comunicato stampa IL LAVORO DELLE DONNE




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