Una “legge di uguaglianza” anche per l’Italia
“Uguale trattamento e opportunità per le donne e gli uomini sono il principio guida del sistema giuridico e, in quanto tale sono parte integrante della legge spagnola e devono essere rigorosamente rispettati”. Comincia così l’articolo 4 della legge n.3 del 2007 sulla parità tra i sessi, la Ley de Igualdad approvata dal governo spagnolo di José Luis Zapatero poco dopo il suo insediamento che sarà discussa da Maria Fernandez de la Vega, ex vicepresidente del consiglio dei ministri spagnolo insieme ad Emma Bonino, venerdì dalle 12 alle 14,30, in un incontro all’Istituto Cervantes di Roma organizzato dall’associazione Pari o Dispare e dall’ambasciata spagnola.
La Vega, primo vicepresidente del Consiglio donna fa ora parte del Consiglio di stato, dopo il rimpasto di governo dello scorso ottobre. All’Istituto Cervantes di piazza Navona si discuterà della possibilità di approvare una legge simile che promuova l’occupazione femminile e la parità fra i sessi anche in Italia. La normativa iberica ha introdotto in 19 articoli, diversi obblighi a carico delle imprese e della pubblica amministrazione: le aziende con più di 250 dipendenti devono pianificare le assunzioni tenendo conto di una paritaria rappresentanza, in otto anni i consigli di amministrazione devono avere almeno il 40% di donne, l’estensione del permesso di maternità per le donne e per gli uomini (fino a quattro mesi nel 2013) e un 40% di candidature rosa nelle liste elettorali in tutte le competizioni, anche quelle locali. Principi già contenuti nelle direttive europee che invece, non sono ancora stati recepiti dall’ordinamento italiano.




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