Se non ora quando di nuovo in piazza per l’8 marzo
di Carlotta Addante
E’ ufficiale, le donne tornano in piazza. Dopo il successo dello scorso 13 febbraio il comitato “Se non ora quando” nato dalle sinergie di altri movimenti d’opinione femminile – tra cui la capofila “Di Nuovo” (nella foto la manifestazione a Torino)- ha deciso di riunire ancora una volta le donne proprio nel giorno della loro festa.
Al posto della classica mimosa, quest’anno il simbolo della giornata delle donne sarà un fiocco rosa da mettere dove si vuole per ridare valore a questa occasione in vista anche del compleanno dell’Italia. Questa la decisione del comitato, anche se poi sulla pagina Facebook di “Se non ora quando” si trovano pareri discordanti sul lasciare a casa la storica mimosa in favore del fiocco.
Ad ogni modo, la mobilitazione dell’8 marzo affronterà tre grandi temi: lavoro e precarietà, maternità e paternità, e informazione, sia dal punto di vista di come sono trattate le donne dall’informazione sia dal punto di vista di quanto spazio lavorativo abbiano quest’ultime all’interno di questo mondo.
“Vogliamo che l’8 marzo sia, come il 13 febbraio, il giorno di tutte” si legge sul sito promotore dell’iniziativa Senonoraquando che, a partire da ieri, sta cominciando a raccogliere tutte le iniziative, città per città. A Torino, per esempio, l’appuntamento è a Piazza Carignano dalle 14 alle 19 dove verranno distribuite magliette e bandiere da appendere alle finestre con la scritta “Se non ora quando? Adesso”. A Milano ci si riunirà in piazza dei Mercanti con sciarpe bianche,a Roma si sta ancora decidendo. Le iniziative sono davvero tante, come tanti sono i movimenti femminili sul territorio.
A chi accuse le donne di questo movimento di essere politicizzate rispondono che sicuramente chi partecipa a certe iniziative è di un certo orientamento politico, “anche se poi non è detto perché Flavia Perina e Giulia Bongiorno, sostenitrice del nostro movimento, vengono dal centrodestra”, sottolinea Stefanella Campana di “Di Nuovo”. “Noi vogliamo un paese per le donne – continua Campana – e questo governo di sicuro non è dalla loro parte”.




Lascia un Commento